Il Biofeedback funziona?

Nel 2008 l’AAPB (Association for Applied Psychophysiology and Biofeedback) ha pubblicato una rassegna di studi sperimentali “Evidence-based Practice in Biofeedback and Neurofeedback” (Yucha & Montgomery) in cui descrive l’efficacia del Biofeedback-Neurofeedback su vari disturbi basandosi sull’analisi di molti lavori scientifici. Ad ogni disturbo assegna un livello di efficacia della tecnica Biofeedback, da zero a 5, dove 5 equivale a “molto efficace”, 4 è “efficace”, 3 è “mediamente efficace”, eccetera:

Cefalee (livello 3 per i bambini; livello 4 per gli adulti)

Esiste anche un’altra metanalisi (Nestoriuc et al. 2008) secondo cui il biofeedback è un trattamento efficace e specifico per la cefalea tensiva (livello “5” di efficacia, il più elevato), ed è una opzione efficace di trattamento per l’emicrania (livello “4”).

Andrasik, F. (2007). What does the evidence show? Efficacy of behavioural treatments for recurrent headaches in adults. Neurological Sciences, 28, Suppl 2, S70-7

Ansia (livello 4)

Goodwin, E.A., & Montgomery, D.D. (2006). A cognitive-behavioral, biofeedback-assisted relaxation treatment for panic disorder with agoraphobia. Clinical Case Studies, 5(2), 112-125.

Artrite (livello 3)

Astin, J.A., Beckner, W., Soeken, K., Hochberg, M.C., & Berman, B. (2002). Psychological interventions for rheumatoid arthritis: A meta-analysis of randomized controlled trials. Arthritis and Rheumatism47(3), 291-302.

Corrado, P., Gottlieb, H., & Abdelhamid, M.H. (2003). The effect of biofeedback and relaxation training on anxiety and somatic complaints in chronic pain patients. American Journal of Pain Management13(4), 133-139.

Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) (Livello 4)

Dolore Cronico (livello 4)

Ferrari, R., Fipaldini, E., & Birbaumer, N. (2006). Individual characteristics and results of biofeedback training and operant treatment in patients with chronic pain. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 12(2), 161-179.

Ipertensione (livello 4)

Linden, W., & Moseley, J.V. (2006). The efficacy of behavioral treatments for hypertension. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 31(1), 51-63.

Insonnia (livello 3)

Morgenthaler, T., Kramer, M., Alessi, C., Friedman, L., Boehlecke, B., Brown, T., et al. (2006). Practice parameters for the psychological and behavioral treatment of insomnia: An update. An American Academy of Sleep Medicine Report. Sleep, 29(11), 1415-1419.

Morbo Reynaud (livello 4)

Karavidas, M.K., Tsai, P.S., Yucha, C., McGrady, A., & Lehrer, P.M. (2006). Thermal biofeedback for primary Raynaud’s phenomenon: A review of the literature. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 31(3), 203-216.


Mal di testa

Mal di testa

 Il mal di testa è senza dubbio la più frequente forma di dolore che affligge il genere umano fin dalle origini., basti pensare che il primo esempio di cefalea si trova già nella mitologia greca. Zeus viene colpito da un terribile mal di testa subito dopo aver divorato l’amante Metide, per evitare l’avverarsi della profezia nefasta di un oracolo. Per porre fine al dolore insopportabile Zeus si fa aprire la testa con un’ascia dal dio Vulcano, ed ecco uscire Athena, dea della guerra, armata di tutto punto.

Mal di testa

I numeri del mal di testa ci dicono che in Italia ha oltre 8 milioni di clienti “affezionati”: di  questi il 50% dei malati non si rivolge al medico ma si auto-cura con analgesici da banco a volte fino ad abusarne, col rischio di cronicizzare la malattia. Le più colpite sono le donne rispetto agli uomini, con sintomi diversi e spesso soggettivi ma sempre invalidanti e con un costo molto elevato, in termini di farmaci e di giornate di lavoro perse. La cefalea muscolo-tensiva è la forma di mal di testa più frequente, è caratterizzata da un dolore continuo e diffuso in entrambi i lati della testa come la sensazione di un”casco” che comprime il capo. Situazioni di forte stress, stati ansiosi e tensione muscolare sono tra i principali fattori scatenanti delle cefalee. Oltre a quella muscolo-tensiva, ci sono molte altre forme di mal di testa, come l’emicrania o la cefalea a grappolo, ognuna con sintomi e cause specifiche. Se il buon vecchio Moment può dare un po’ di immediato sollievo, nel caso in cui gli attacchi diventino troppo frequenti e insopportabili è necessario consultare uno specialista che possa fare una diagnosi appropriata.

Un metodo per prevenire e curare il mal di testa senza farmaci è il biofeedback, una tecnica che tramite uno strumento elettronico promuove nel paziente uno stato di rilassamento psicofisiologico, e permette di apprendere a controllare e prevenire gli attacchi.

 

Biofeedback: curare il mal di testa senza farmaci.


biofeedback training

Biofeedback

biofeedback training

Il Biofeedback – Neurofeedback è una tecnica innovativa che tramite uno strumento elettronico permette di intervenire su vari disturbi psicosomatici, cefalea, insonnia, stati d’ansia, ipertensione, ecc;

E’ un approccio terapeutico non invasivo e privo di effetti collaterali che è stato ampiamente validato dalla letteratura scientifica.

In una tipica seduta di Biofeedback il paziente viene collegato allo strumento tramite sensori adesivi applicati nella zona corporea di interesse (fronte, spalle, mani, testa, ecc.). I sensori registrano in tempo reale alcuni parametri fisiologici (tensione muscolare, frequenza cardiaca, temperatura cutanea ecc) e proiettano questi dati sullo schermo di un computer.

Nel corso del training il terapeuta insegna al paziente come modulare l’attivazione del proprio sistema nervoso autonomo e in questo modo intervenire sul disturbo psicosomatico.

Ecco alcune applicazioni del Biofeedback – Neurofeedback:

Sensori Biofeedback

  • Cefalee (cefalea Tensiva e Emicrania)
  • Disturbi d’ansia
  • Colon Irritabile
  • Insonnia
  • Disturbi psicosomatici
  • Ipertensione Essenziale
  • Fibromialgia
  • Preparazione all’attività sportiva


Cosa succede in una seduta di Biofeedback

Durante la prima seduta lo psicologo illustra la modalità del trattamento e il dispositivo biofeedback, il concetto di stress psicofisiologico e l’uso del diario di monitoraggio degli attacchi. Poi il paziente viene collegato allo strumento mediante l’applicazione di elettrodi monouso (piccoli adesivi che registrano l’attività psicofisiologica) in alcune parti del corpo come le dita delle mani, la fronte e le spalle dopodichè esegue il Profilo da Stress Psicofisiologico. In questa prova viene misurata la modalità di reazione corporea a semplici input stressanti; sulla base di questo profilo e del disturbo lamentato dal paziente lo psicologo pianifica un trattamento personalizzato (EMG training, HRV training, Temp. Training, EEG training).

Durante il corso del training verranno insegnate alcune tecniche cognitivo-comportamentali (tra cui la Respirazione Diaframmatica, il Rilassamento progressivo di Jacobson, le Tecniche di Visualizzazione, la Ristrutturazione dei pensieri disfunzionali, ecc) che serviranno per modulare i segnali fisiologici registrati dal dispositivo biofeedback durante le sedute di training.

biofeedback

In questo modo il paziente si esercita a controllare consapevolmente la propria tensione muscolare, la frequenza del proprio battito cardiaco e tutti gli indici corporei che sono collegati al proprio disturbo. Lentamente questo metodo di autocontrollo diventa automatico, cioè il corpo impara che nelle situazioni di stress può controllare la propria attivazione e in questo modo previene il ripresentarsi del disturbo.

Dott. Stefano Zucchi

Psicologo Psicoterapeuta