Percorso Mindfulness Primavera 2020

Tra poche settimane inizierà il percorso di Mindfulness primavera 2020, a Rimini, tutti i mercoledì di febbraio e marzo, una occasione per imparare la meditazione Mindfulness e per trarne un grande beneficio, come segnala tutta la ricerca scientifica che ha studiato questi percorsi. Si tratta infatti di un corso per principianti rivolto a tutte le…

Percorso Mindfulness Autunno 2019

E’ in partenza il percorso di Mindfulness autunno 2019, a Rimini, tutti i mercoledì di ottobre e novembre. Si tratta di un corso per principianti rivolto a tutte le persone che desiderano imparare la meditazione Mindfulness, basato su un protocollo ampiamente validato dalla ricerca scientifica, il protocollo Mindfulness Based Cognitive Therapy (MBCT). Gli studi hanno…

suicidio

Crisi e suicidi

Lo chiamano “effetto Werther”. suicidio

Un nome romantico, per descrivere qualcosa che di romantico non ha nulla: una catena di suicidi impressionante, che ha già raggiunto quota 26 dall’inizio dell’anno. E la ragione, neanche a dirlo, è la crisi. Maurizio Pompili, dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma lo conferma:  non è la prima volta che una crisi economica coincide con l’incremento del tasso di suicidi: nel 1870 si registrò un lieve aumento del prezzo del pane e contemporaneamente un aumento dei suicidi in diverse zone d’Italia e d’Europa, e lo stesso trend si registrò a cavallo della crisi del 1929. Quello che forse non tutti sanno, è che contro questo fenomeno esistono aiuti precisi che si possono ricevere.

Lo stesso Pompili dirige un apposito Servizio di prevenzione del suicidio, ma servizi analoghi sono presenti in tutta Italia. Perché contrastare questa idea è possibile: «Chiunque nella società dovrebbe saper cogliere i segnali d’allarme. Ad esempio chi ripete da tempo che la vita non vale più la pena di essere vissuta, o mostra agitazione e insonnia, o ancora trascura il proprio aspetto fisico o l’alimentazione, oppure vende beni o cose che gli sono care, come se facesse una sorta di testamento. Ma anche repentini e immotivati cambi d’umore. E’ giusto insospettirsi anche di fronte a qualcuno che normalmente è depresso e angosciato e poi d’un tratto sembra più sereno». Insomma, la prevenzione comincia dal dialogo e anche i media devono fare la loro parte: «Contro l’effetto Werther ci sono linee guida internazionali anche per i mezzi di comunicazione» ricorda Pompili, che consiglia di evitare «titoli a caratteri cubitali e soprattutto non parlarne limitandosi a riferire la cronaca dei fatti, ma accompagnarla sempre con un messaggio di speranza». E darsi sempre un’altra possibilità. Lasciare che la vita ci sorprenda, perché nel suo fango e nel suo farci continue ferite, ha almeno questa innegabile qualità: cambia. Cambia sempre.

Come fare?

Intanto ascoltate Bennato, è una iniezione di fiducia e speranza istantanea e pura. E poi non rimanete soli, parlatene con qualcuno che sappia ascoltare. C’è una fiammella che arde in profondità dentro di voi, anche nei giorni più neri: occorre trovarla, proteggerla, alimentarla e ripartire da lì.

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Fonti:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1171&ID_sezione=56

http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf

mappa suicidi

Racconta la tua storia

Racconta la tua Storia

“Scrivere è una forma sofisticata di silenzio”

A. Baricco
Racconta la tua storia

 Raccontare la propria esperienza è importante per informare e sensibilizzare, ma è anche un’occasione per riflettere sul proprio vissuto, dargli senso ed acquisire nuovo slancio vitale.

Questo è uno spazio in cui è possibile condividere la propria esperienza con un problema psicologico.

Puoi farlo in questa pagina cliccando su “Aggiungi commento” oppure commentando la pagina relativa ai sintomi che più si avvicina a quello che hai vissuto o che stai vivendo.

Le storie più rappresentative verranno pubblicate anonime (solo con lo pseudonimo) nelle pagine degli esempi clinici.

Quello che scrivi può aiutare chi soffre dello stesso problema a riconoscersi, capire che non capita solo a lui e che ne può uscire, prendere coraggio e magari fare il primo passo verso la guarigione…

Perchè scrivere è terapeutico?

Normalmente i pensieri, le emozioni, gli eventi della nostra vita rimangono nella nostra mente in una forma non organizzata in maniera consapevole, e comunque condizionano il nostro agire quotidiano. La scrittura è un modo molto efficace per trovare il filo conduttore delle nostre esperienze, per dare un senso e comprendere i nostri vissuti. Questo perché scrivere ci costringe a creare una narrazione coerente, con una precisa dimensione spazio-temporale, quindi a chiarire ed elaborare in profondità quello che normalmente è il caos della nostra vita.

In questo processo complicato che ha come risultato la nascita di un testo, della nostra storia, ci confrontiamo con le emozioni connesse agli eventi e abbiamo una possibilità per elaborarle, capirle, e quindi addomesticarle.


ideogramma crisi

Crisi e opportunità

“Nel mezzo della difficoltà si cela l’opportunità”
Albert Einstein

Esiste una condizione umana che tutti abbiamo provato almeno una volta: la crisi.ideogramma crisi

Si tratta di momenti difficili in cui ci sentiamo soli, spesso impauriti o addirittura disperati, bloccati in una situazione mai vissuta prima e senza una soluzione indolore e immediata. La rottura di un rapporto affettivo o lavorativo, la morte di una persona cara, ma anche situazioni apparentemente meno traumatiche come la fine dell’università, la nascita di un figlio o il pensionamento.

Non sappiamo cosa fare, abbiamo perso l’orientamento, e le cose della nostra vita ci sembrano improvvisamente diverse e ostili.

Nel mezzo del cammin di nostra vita
Mi ritrovai per una selva oscura
Ché la dritta via era smarrita”

Dante Alighieri, Inferno, Canto I


“Non era ancor di là Nesso arrivato,
quando ci mettemmo per un bosco
che da nessun sentiero era segnato.
Non fronda verde, ma di color fosco
Non rami schietti, ma nodosi e involti,
non pomi v’eran, ma stecchi con tosco.”

Dante Alighieri, Inferno, Canto XIII, 1-6


La crisi è un momento di rottura con gli equilibri precedenti, in cui traballa persino il nostro modo di vedere noi stessi e il mondo:

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Per qualche istante il Bruco ed Alice si guardarono in silenzio. Infine il Bruco si tolse di bocca la pipa e, con voce languida e assonnata chiese: “E tu chi sei?”.
Questa non era certamente la maniera più incoraggiante per iniziare una conversazione. Alice rispose con voce timida: “Io…io non lo so, per il momento, signore… al massimo potrei dire chi ero quando mi sono alzata stamattina, ma da allora ci sono stati parecchi cambiamenti”.
“Che vuoi dire?” disse il Bruco, severo. “Spiegati!”
“Mi dispiace, signore, ma non posso spiegarmi” disse Alice “perché io non sono più io; capisce?”>
Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Lewis Carroll, 1865

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Esistono crisi evolutive, come il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, e crisi accidentali, dovute ad episodi traumatici inattesi, come malattie o lutti.

In ogni caso la crisi non è un evento totalmente negativo, ma un momento di transizione che può essere un’opportunità di crescita, in cui scegliamo e ci costruiamo un’altra identità, più ricca e matura.

Infatti la parola “crisi” deriva dal latino crisis e dal greco krisis, che rimanda a krino, cioè “separo” e quindi “decido”. Crisi dunque significa “scelta”, “momento che separa una maniera di essere diversa da altra precedente”.

Nella lingua cinese la parola crisi è composta da due ideogrammi: “problema” (wei) e “opportunità” (ji).

Siamo stati educati a cogliere immediatamente l’aspetto negativo di un evento “critico”, il suo potenziale di rottura degli equilibri, ma nessuno ci ha insegnato a vederne i lati positivi, l’opportunità e la necessità di un cambiamento.

La crisi quindi è il raro e prezioso momento in cui abbiamo l’opportunità di metterci in discussione, di pensare e ripensare noi stessi. Siamo costretti a mettere in pausa la nostra vita frenetica, a farci delle domande e cercare soluzioni nuove, perchè le soluzioni che ci davamo prima della crisi non funzionano più.

C’è una canzone dei Bluvertigo in cui il cantante Morgan descrive la crisi come un “eccesso di lucidità”.

”Quando arriva una crisi riaffiorano alcuni ricordi
che credevo persi
cosa penso di me cosa voglio da te
dove sono cosa sono e perché

ho il sospetto che non sia un buon esempio
camminare a un metro e mezzo da terra

molto spesso una crisi è tutt’altro che folle
è un eccesso di lucidità
sta finendo la crisi e ogni volta che passa una crisi
resta qualche traccia

infatti ultimamente rido per niente
e non mi nascondo più facilmente
e malgrado sembri male
cambia solo il modo di giudicare”

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E allora dobbiamo metterci a cercare, senza sapere esattamente cosa, perché se sapessimo cosa cercare rimarremmo sempre nella terra del conosciuto e non scopriremmo niente di nuovo.

La psicoterapia è lo strumento più adatto a trasformare la crisi in una opportunità.

Letture consigliate:

Alba Marcoli, “Passaggi di vita. Le crisi che spingono a crescere”
Priscilla Bianchi “La crisi come opportunità di crescita: Tappe cruciali e sviluppo umano”

Dott. Stefano Zucchi

Psicologo Psicoterapeuta