Attacchi di panico - Psicologo Rimini

Disturbi d’Ansia

L’ansia è un fenomeno normale, anche se fastidioso, un’emozione di base caratterizzata da paura, apprensione, preoccupazioni. Si tratta di un sistema difensivo che si attiva quando una situazione viene percepita soggettivamente come pericolosa.

E’ una reazione contemporaneamente fisica e psicologica che si traduce in una tendenza immediata all’esplorazione dell’ambiente, alla ricerca di spiegazioni, rassicurazioni e vie di fuga. L’organismo viene messo in uno stato di attivazione attraverso una serie di fenomeni neurovegetativi che preparano a una risposta appropriata (aumento della frequenza del respiro, del battito cardiaco e della sudorazione, blocco intestinale ecc.).
L’ansia è quindi una preziosa risorsa che protegge l’individuo dalle potenziali minacce del mondo esterno, mantiene lo stato di allerta e migliora le prestazioni. Infatti senza ansia sarebbe difficile persino attraversare la strada, prepararsi per un esame, affrontare un colloquio di lavoro, guidare in una strada affollata, ecc.

Invece quando l’attivazione del sistema di ansia è cronica, ingiustificata o sproporzionata rispetto alle situazioni si può sviluppare un Disturbo d’Ansia, che procura disagio e sofferenza nell’individuo e può renderlo incapace di affrontare anche situazioni comuni.

I più frequenti Disturbi d’Ansia sono:

  • ATTACCHI DI PANICO

  • FOBIE SPECIFICHE e FOBIA SOCIALE

  • ANSIA GENERALIZZATA

  • DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

  • DISTURBO POST-TRAUMATICO DA STRESS



     

Mela - Magritte

Problemi col Cibo

E quando addentate una mela, ditele nel vostro cuore:
“I tuoi semi vivranno nel mio corpo,
E i tuoi germogli futuri sbocceranno nel mio cuore,
La loro fragranza sarà il mio respiro,
E insieme gioiremo in tutte le stagioni.”

Kahlil Gibran

Mela - Magritte

 I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono molto frequenti nei paesi occidentali: secondo gli ultimi dati del Ministero della Salute ogni anno in Italia si ammalano oltre 9000 persone, spesso femmine nella fascia di età tra i 12 e i 25 anni.

Di cosa si tratta

Chi soffre di DCA ha un rapporto alterato con il cibo, il peso e la forma fisica, che si esprime attraverso comportamenti pericolosi per la propria salute, come il vomito autoprovocato, le abbuffate, la dieta estrema, l’abuso di lassativi e diuretici.
A questi comportamenti si associano spesso depressione, ansia, irritabilità e comportamenti autolesivi, che si attenuano o scompaiono con la risoluzione del problema alimentare.
Spesso questo problema è l’espressione di un disagio psicologico che si può affrontare con successo in un percorso terapeutico integrato di riabilitazione nutrizionale e psicoterapia.

 

Campanelli d’allarme

  • Alterni il digiuno alle abbuffate
  • Utilizzi strategie per non aumentare di peso (vomito, lassativi, diuretici, attività fisica estenuante)
  • Hai molta paura di ingrassare anche se sei normopeso o sottopeso
  • Segui una dieta ferrea da molto tempo
  • Dai molta importanza al peso e alla forma fisica per sentirti bene con te stessa
  • Provi spesso profondi sensi di colpa relativi al cibo e insoddisfazione per il peso o la forma del tuo corpo
  • Quando sei sola tendi a perdere il controllo sul cibo (lo divori senza riuscire a fermarti)
  • Hai un forte desiderio di essere più magra
  • E’ importante per te avere un grande autocontrollo sul cibo e dominare la fame
  • Ti pesi molte volte in una settimana
  • Il cibo occupa molto spazio nella tua vita
  • Ti butti sul cibo quando provi noia, tensione nervosa, rabbia o tristezza

Cosa fare

In presenza di uno o più di questi comportamenti è importante contattare un professionista esperto in DCA, che possa fare una diagnosi accurata e programmare un intervento. Il trattamento ambulatoriale di tipo cognitivo comportamentale ha dato prova di notevole efficacia nei casi di lieve e moderata gravità. L’equipe terapeutica ideale per il trattamento di questi disturbi è composta da: psicoterapeuta, medico nutrizionista e dietista specializzati nella terapia dei DCA.

Quando il DCA colpisce un adolescente, i genitori dovrebbero essere coinvolti nella terapia perché la loro collaborazione è una risorsa molta preziosa e cruciale per il buon esito della cura.

 

Cosa dire

Se sei preoccupato per i comportamenti alimentari di un tuo conoscente, è importante esprimere le tue preoccupazioni in modo comprensivo e supportivo. Parla dei comportamenti specifici che ti hanno fatto pensare ad un DCA. Chiedi di affrontare questi aspetti con un professionista; offriti, se te la senti, di aiutarlo a prendere un appuntamento o di accompagnarlo alla visita. Evita il conflitto: se lui rifiuta di riconoscere l’esistenza del problema accettalo senza contraddirlo, ma lascia intendere che sei disponibile a parlarne in futuro, qualora lui lo volesse. Evita di indurre sensi di colpa o vergogna per i suoi comportamenti. Usa frasi come: “Sono preoccupato per te, perché rifiuti di mangiare” o “Mi spavento quando ti sento vomitare”. Evita le semplificazioni: “Se smetterai, tutto andrà a posto”.

Fallo riflettere sulle cose a cui rinuncia;  il cibo occupa troppo spazio nella sua vita, a scapito di una piena realizzazione di sé.

 

Complicazioni mediche

Le complicanze mediche dei DCA hanno entità variabile a seconda del grado di malattia, della durata dei sintomi e della loro gravità, a carico di:

  • Apparato cardiocircolatorio
  • Apparato gastrointestinale
  • Apparato muscoloscheletrico
  • Apparato genito-urinario
  • Sistema Nervoso Centrale e Periferico
  • Rischio di morte, nei casi gravi e cronici, legato alle complicanze del vomito, dell’abuso di diuretici e/o lassativi,  e della denutrizione

Sovrappeso e Obesita’

In caso di sovrappeso o obesità è utile un percorso psico-nutrizionale per la gestione del peso e dell’alimentazione emotiva, che possa bilanciare cambiamento e accettazione dell’immagine corporea.

Dott. Stefano Zucchi

Psicologo Psicoterapeuta


Cambiamento

I Segnali del Cambiamento

“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Ora sono saggio e sto cambiando me stesso.”
Dalai Lama

 Il disagio psicologico può manifestarsi in varie forme: a volte si esprime in un alterato rapporto col cibo e col proprio corpo o attraverso intensi e drammatici attacchi di panico, altre volte con tristezza e malinconia frequenti o con sintomatologia somatica come cefalea o colon irritabile.

Cambiamento

Sono segni di un equilibrio interiore che si è perso e ha lasciato il posto ad una fase di crisi. In effetti i disturbi psicologici sono drammatiche malattie da cui guarire, ma anche preziosi e disperati segnali di allarme che il nostro corpo ci da per dirci che dobbiamo cambiare immediatamente, che dobbiamo risolvere dei conflitti interiori, che non siamo felici o gratificati dalla nostra vita, che dobbiamo affrontare le paure che ci dominano, ecc.

Ecco alcuni dei più comuni disturbi psicologici che costituiscono quindi segnali di un cambiamento non più rimandabile, e che possono essere affrontati in maniera efficace in un percorso psicoterapeutico, strutturato e collaborativo.

 

Magritte

– Disturbi del Comportamento Alimentare

(Anoressia, Bulimia, Alimentazione Incontrollata)

Panico

– Disturbi d’Ansia

(Attacchi di panico, Disturbo Ossessivo Compulsivo, ecc)

Depressione – Depressione
Mal di testa – Cefalea

psicologo

Psicologo, psichiatra o psicoterapeuta?

Psicologo, psichiatra, psicanalista e psicoterapeuta sono termini spesso confusi tra loro, ma che hanno significati diversi.

psicologoLo Psicologo ha concluso il corso di studi in psicologia, laurea di 5 anni e ha svolto un anno di tirocinio pratico formativo. A seconda dell’indirizzo scelto all’università si formano psicologi clinici, del lavoro, dello sviluppo, ecc. Ogni Psicologo deve aver superato l’Esame di Stato ed essere iscritto all’Albo degli Psicologi per poter esercitare la professione. Dopo la laurea può frequentare corsi o master che danno competenze specifiche.

Lo psicologo conduce colloqui di sostegno e consulenze, usa strumenti diagnostici e tecniche (esempio di rilassamento ecc) e costruisce così un intervento che non si configura come terapia, poiché essa richiede il titolo di psicoterapeuta.

Lo Psicoterapeuta può essere laureato in medicina o psicologia e ha frequentato una Scuola di Specializzazione riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca (MIUR), di durata almeno quadriennale, che prevede una specifica formazione professionale in psicoterapia. Il medico-psicoterapeuta essendo laureato in medicina può prescrivere i farmaci, lo psicologo-psicoterapeuta no.
Entrambi ricevono l’autorizzazione dal proprio Albo ad esercitare la professione di psicoterapeuta.

La psicoterapia è un intervento che va più in profondità rispetto a quello dello psicologo, attraverso l’utilizzo di tecniche che variano a seconda della teoria di riferimento del professionista. Le scuole di specializzazione che permettono l’iscrizione all’Albo degli psicoterapeuti sono molte e molto diverse fra loro perché si basano su cornici teoriche differenti (cognitivo-comportamentale, sistemico-familiare, psicanalitica ecc).

Lo Psicoanalista è uno psicoterapeuta che si è formato in una scuola di specializzazione che si ispira alla psicanalisi di Freud e dei suoi successori (G. Jung, A. Adler, ecc). Condizione necessaria per diventare psicanalista è sottoporsi in prima persona ad un’analisi personale.

Lo psichiatra, invece, è laureato in medicina e successivamente specializzato in psichiatria. vignetta psychiatric helpLo psichiatra non è psicologo, ma può comunque esercitare la psicoterapia; ha competenze, formazione e approccio generalmente differenti rispetto allo psicologo e può prescrivere farmaci. 
Spesso psichiatra e psicoterapeuta seguono contemporaneamente la stessa persona, integrando i loro approcci, per un miglior risultato terapeutico.

La Legge n°56 del 18 febbraio 1989 disciplina la professione dello psicologo e sancisce che: “La professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito.