Cosa ti manca per essere felice?

Cosa ti manca per essere felice?

“Perché ci identifichiamo sempre con quello che non abbiamo, invece di guardare quello che c’è? Spesso i limiti non sono reali, i limiti sono solo negli occhi di chi ci guarda.

Cosa ti manca per essere felice?Dobbiamo fermarci in tempo, prima di diventare quello che gli altri si aspettano che siamo. È nostra responsabilità darci la forma che vogliamo, liberarci di un po’ di scuse e diventare chi vogliamo essere, manipolare la nostra esistenza perché ci assomigli. Non importa se hai le braccia o non le hai, se sei lunghissimo o alto un metro e un tappo, se sei bianco, nero, giallo o verde, se ci vedi o sei cieco o hai gli occhiali spessi così, se sei fragile o una roccia, se sei biondo o hai i capelli viola o il naso storto, se sei immobilizzato a terra o guardi il mondo dalle profondità più inesplorate del cielo. La diversità è ovunque, è l’unica cosa che ci accomuna tutti. Tutti siamo diversi, e meno male, altrimenti vivremmo in un mondo di formiche.
Non c’è nulla che non possa essere fatto, basta trovare il modo giusto per farlo. Io tengo il microfono con i piedi, altri con le mani, altri ancora lo tengono sull’asta. Sta a noi trovare il modo giusto per noi. Io credo nella legge dell’attrazione: quello che dai ricevi. Se trasmetti amore, attenzione, serenità; se guardi alla vita con uno sguardo costruttivo; se scegli di essere attento agli altri e al loro benessere; se conservi le cose che ami e lasci scivolare via quelle negative, la vita ti sorriderà.
Se avessi avuto paura sarei andata all’indietro, invece che avanti. Se mi fossi preoccupata mi sarei bloccata, non mi sarei buttata, avrei immaginato foschi scenari e mi sarei ritirata. Invece ho immaginato. Adesso sono felice, smodatamente, spudoratamente felice. Ed è una gioia raccontarla, questa mia felicità.”

Simona Atzori
ballerina, pittrice
(Libro “Cosa ti manca per essere felice”, Ed Mondadori)

{youtube}xQlIlmaygi0{/youtube}

{youtube}SwfUTirs3jU{/youtube}


cibo e vuoti esistenziali..

Convegno Obesità

“Criticità nella gestione di sovrappeso ed obesità”

cibo e vuoti esistenziali..

Corso ECM, Santarcangelo di Romagna, presso Poliambulatorio Salute in Armonia
giovedì 24 maggio 2012

Programma:

19:30 Scarsa motivazione al cambiamento
(Dott. S. Zucchi – Psicologo)
20.00-20.30 Difficoltoso riconoscimento dei segnali di fame e sazietà
(Dott.ssa S. Biondi – Dietista)
20.30-21.00 Il paziente con anamnesi di patologia oncologica
(Dott.ssa C. Zannoni – Medico Chirurgo Specialista in Diabetologia)
21.00-21.30 Iperfagia e ipometabolismo
(Dott.ssa M. L. Petroni – Medico Chirurgo Specialista in Medicina Interna)
21.30-22.00 Discussione e conclusioni
22.00 Questionari ECM

 link ecm
link info

suicidio

Crisi e suicidi

Lo chiamano “effetto Werther”. suicidio

Un nome romantico, per descrivere qualcosa che di romantico non ha nulla: una catena di suicidi impressionante, che ha già raggiunto quota 26 dall’inizio dell’anno. E la ragione, neanche a dirlo, è la crisi. Maurizio Pompili, dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma lo conferma:  non è la prima volta che una crisi economica coincide con l’incremento del tasso di suicidi: nel 1870 si registrò un lieve aumento del prezzo del pane e contemporaneamente un aumento dei suicidi in diverse zone d’Italia e d’Europa, e lo stesso trend si registrò a cavallo della crisi del 1929. Quello che forse non tutti sanno, è che contro questo fenomeno esistono aiuti precisi che si possono ricevere.

Lo stesso Pompili dirige un apposito Servizio di prevenzione del suicidio, ma servizi analoghi sono presenti in tutta Italia. Perché contrastare questa idea è possibile: «Chiunque nella società dovrebbe saper cogliere i segnali d’allarme. Ad esempio chi ripete da tempo che la vita non vale più la pena di essere vissuta, o mostra agitazione e insonnia, o ancora trascura il proprio aspetto fisico o l’alimentazione, oppure vende beni o cose che gli sono care, come se facesse una sorta di testamento. Ma anche repentini e immotivati cambi d’umore. E’ giusto insospettirsi anche di fronte a qualcuno che normalmente è depresso e angosciato e poi d’un tratto sembra più sereno». Insomma, la prevenzione comincia dal dialogo e anche i media devono fare la loro parte: «Contro l’effetto Werther ci sono linee guida internazionali anche per i mezzi di comunicazione» ricorda Pompili, che consiglia di evitare «titoli a caratteri cubitali e soprattutto non parlarne limitandosi a riferire la cronaca dei fatti, ma accompagnarla sempre con un messaggio di speranza». E darsi sempre un’altra possibilità. Lasciare che la vita ci sorprenda, perché nel suo fango e nel suo farci continue ferite, ha almeno questa innegabile qualità: cambia. Cambia sempre.

Come fare?

Intanto ascoltate Bennato, è una iniezione di fiducia e speranza istantanea e pura. E poi non rimanete soli, parlatene con qualcuno che sappia ascoltare. C’è una fiammella che arde in profondità dentro di voi, anche nei giorni più neri: occorre trovarla, proteggerla, alimentarla e ripartire da lì.

{youtube}StohqP6TBKY{/youtube}

{youtube}9CCmkKWz-A8{/youtube}

Fonti:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1171&ID_sezione=56

http://www.eures.it/upload/doc_1305878239.pdf

mappa suicidi

logo farmacia

Psicologo in Farmacia

Ansia, depressione, stress, disturbi dell’alimentazione, problemi di coppia.
Anche quest’anno nelle Farmacie Comunali Alliance e in alcune Farmacie Private di Rimini è possibile usufruire di un servizio di consulenza psicologica gratuita.

logo farmacia

 Dopo il successo avuto in altre città italiane, arriva anche a Rimini e a Cesena il progetto “Psicologo in Farmacia“. Qualsiasi cittadino può prenotare un colloquio di consulenza psicologica gratuito presso le Farmacie che aderiscono all’iniziativa.

Si tratta di un progetto che vuole potenziare il messaggio di accoglienza e di ascolto che le farmacie svolgono ogni giorno, dando la possibilità a chi ne desidera di concordare un massimo di due colloqui individuali e gratuiti con un professionista psicologo psicoterapeuta, nel pieno rispetto della privacy. A conclusione dei colloqui, se ne emerge la necessità, il cittadino potrà essere indirizzato verso i servizi di competenza del territorio.

logo psicologia

Il progetto, oltre ad essere uno spazio di ascolto e orientamento per chiunque si trovi in situazioni di stress, difficoltà e disagio, mira ad accogliere la cosiddetta nuova utenza, per evitare che semplici disagi, ai quali si potrebbero dare risposte immediate, possano peggiorare e aggravarsi. Nel corso dei colloqui gratuiti lo psicologo sarà in grado di comprendere i segnali di disagio che possono nascondere problematiche di vario tipo, legate allo  stress, all’ansia o alla depressione, problemi familiari e disturbi dell’alimentazione, ai quali il medico di base non può rispondere, anche per un problema oggettivo di tempo.

Con questa iniziativa, emerge un nuovo ruolo per le farmacie: quello di diventare un anello di congiunzione tra cittadini e sanità e far emergere i bisogni e le domande di quella fascia di popolazione che molto spesso per scarsa informazione, pur vivendo una situazione di grave disagio, non chiede aiuto ai servizi del territorio. La farmacia, in un’ottica di prevenzione, si occuperà della mente come già fa per il corpo, diventando così un punto di riferimento per la salute.

Il servizio è in via sperimentale nelle seguenti Farmacie:

  • Farmacie Comunali di Cesena e Rimini della rete Alliance
  • Farmacia Celle di dott.ssa Bertoni Laura (viale XXIII settembre, 154/C – RN)
  • Farmacia Centrale di dott.ssa Santini (P.zza Cavour, 2 – RN)

Fiori di Bach

Non solo fiori, di Bach

“Ciò che chiamiamo malattia è lo stadio terminale di un disordine molto più profondo, e per assicurare un successo completo alla cura è evidente che non si può trattare la conseguenza senza risalire alla causa fondamentale per eliminarla. […]

Fiori di Bach

La malattia, apparentemente così crudele, è in se stessa benefica e per noi proficua perché se la interpretiamo correttamente ci mostrerà i nostri difetti essenziali. Curata in modo adatto permetterà l’eliminazione di questi difetti e ci lascerà migliori e più maturi di prima. La sofferenza è un correttivo che mette in luce la lezione che non avremmo potuto apprendere con altri mezzi e non può essere eliminata se prima tale lezione non sarà compresa. […] La sofferenza è in se stessa benefica in quanto ci avverte quando imbocchiamo un cammino sbagliato e affretta la nostra evoluzione verso la sua gloriosa perfezione. […]

Quando si scopre il difetto non bisogna mai scordarsi che il rimedio non consiste nel muovergli la guerra, nell’usare volontà ed energie per annientare un male, ma nello sviluppare regolarmente, senza esitazione, la virtù opposta: ciò cancellerà automaticamente dalla nostra natura ogni traccia del difetto. Lottare contro un difetto ne accresce il potere, focalizza l’attenzione sulla sua presenza. Dimenticare il difetto e sforzarsi coscientemente di sviluppare la virtù che lo annullerà, questa è la vittoria. […]

Poiché è l’egoismo la causa principale di ogni malattia, vi è un metodo sicuro per ottenere il sollievo da ogni sofferenza ed è quello di trasformare l’amore di sé in devozione per gli altri.”

Dr. Edward Bach, Guarisci te stesso (1931)

Un ringraziamento speciale alla dott.ssa Laura Bertoni, (dott.ssa in farmacia e in tecniche erboristiche, naturopata) per la sua disponibilità ad entrare in contatto con le radici profonde della sofferenza e miscelare composti con sensibilità e sapienza alchemica.


Vladimir Kush

Vladimir Kush – “Walnut of Eden”

Volevo essere una farfalla

Volevo essere una farfalla

Volevo essere una farfalla

di Michela Marzano, edito da Mondadori, uscito nel 2011

“Volevo essere una farfalla”

«L’anoressia non è come un raffreddore. Non passa così, da sola. Ma non è nemmeno una battaglia che si vince. L’anoressia è un sintomo. Che porta allo scoperto quello che fa male dentro. La paura, il vuoto, l’abbandono, la violenza, la collera. È un modo per proteggersi da tutto ciò che sfugge al controllo. Anche se a forza di proteggersi si rischia di morire. Io non sono morta. Oggi ho quarant’anni e tutto va bene. Perché sto bene. Cioè… sto male, ma male come chiunque altro. Ed è anche attraverso la mia anoressia che ho imparato a vivere. Anche se le ferite non si rimarginano mai completamente.

In questo libro racconto la mia storia. Pensavo che non ne avrei mai parlato, ma col passare degli anni parlarne è diventata una necessità. Per mostrare chi sono e che cosa penso. Perché, forse, senza quella sofferenza non sarei diventata la persona che sono oggi. Probabilmente non avrei capito che la filosofia è soprattutto un modo per raccontare la finitezza e la gioia. Gli ossimori e le contraddizioni. Il coraggio immenso che ci vuole per smetterla di soffrire e la fragilità dell’amore che dà senso alla vita.»

{youtube}vOCqJiih4tI{/youtube}

{youtube}_1gthVJevbo&feature=related{/youtube}


La Pedivella

Attività Fisica…

“L’attività fisica fa bene!”

“Bisogna stare in mezzo alla natura!”

Facile da dire… ma…

Come faccio? Dove vado? Con chi? Quanto costa?

E poi non sono allenato! Ho una certa età!

 Non preoccupatevi! Ci sono persone e associazioni che con passione organizzano camminate, pedalate, escursioni, trekking e tante attività che permettono di uscire di casa e avere una valida alternativa alla noia delle palestre e dei centri commerciali.

Non dovete far altro che visitare questi siti internet…

Per esempio a Rimini c’è una associazione sportiva dilettantistica che quasi quotidianamente si ritrova in gruppo per brevi camminate in città e dintorni (anche in bicicletta e mtb), a cui si può partecipare a tutte le età e senza limiti.

La Pedivella

E’ “La Pedivella”, un gruppo di persone che fanno attività fisica insieme e poi chiacchierano e creano un’occasione di socialità: fanno anche nordic walking, pallavolo, passeggiate culturali, ecc. Ma non crediate che si tratti solo di fatica, organizzano anche percorsi culinari, feste, cene, escursioni in entroterra, gite ai mercatini di Natale, il cammino di Santiago de Campostela, ecc.

http://www.lapedivella.com/

Cesena camminaA Cesena c’è un’iniziativa simile promossa dall’AUSL  in collaborazione con il Club Alpino Italiano, la UISP, il Quartiere Oltresavio, con l’obiettivo di combattere lo stile di vita sedentario, si chiama “Cesena cammina”. Ogni martedì e giovedì sera, alle 20,30 ci si ritrova all’ingresso ovest dell’Ippodromo (Piazzale Dario Ambrosini) per una passeggiata in gruppo in percorsi tra i 5 e gli 8 Km, della durata di un’ora circa a seconda dell’andatura. La partecipazione è straordinaria: pensate che nel solo mese di ottobre a Cesena sono stati più di 600 i partecipanti di questi gruppi di cammino lungo i percorsi di trekking urbano.

Esiste poi la grande proposta delle escursioni nella natura del nostro territorio. Ci sono tante possibilità per tutti i generi e tutte le età, anche per le famiglie e a volte con attività dedicate ai bambini. Questi sono alcuni dei siti che ho trovato, ma ne esistono molti altri, guardate i programmi, organizzatevi da soli, con amici, in famiglia… non cedete alla tentazione del divano, della partita, della vasca domenicale al centro commerciale. Ecco alcuni siti internet:

Appennino Trail

Escursioni, Nordic Walking, ciaspolate, ecc

http://www.appenninotrail.it/homepage.asp


CAI Rimini

Club Alpino Italiano Sezione Rimini: camminate, trekking, alpinismo, arrampicate, ecc.

http://www.cairimini.it/



romagna trekking



http://www.romagnatrekking.it/www.romagnatrekking.it/Home_Page.html

http://www.benvenutoinappennino.it

http://www.romagnaescursioni.it/it/itinerari.php

http://www.appenninoromagnolo.it

http://www.pedalandoecamminando.it

http://www.nordicwalkingrimini.com

https://sites.google.com/site/nordicwalkinganspirimini/

E poi c’è tanto altro…

circolo velico riminese

Circolo Velico Riminese

http://www.cvr-rimini.net/index.php

http://www.grandeippovia.it/

Dimentico qualcosa??

Libri:

Ghepardi da salotto. Come riaccendere ciò che lo stile di vita occidentale ha spento. Autore: Dario Riva

la signorina cuorinfranti

Il peso delle emozioni

La signorina cuorinfranti” di Daniele Vecchiotti, Romanzo, Ed. Zero91, 2011

la signorina cuorinfranti

 E’ un bel libro che con leggerezza ed ironia prova ad entrare in profondità nei vissuti connessi all’esperienza dell’obesità femminile.

L’autore intreccia una trama divertente e smaliziata affrontando temi importanti: il cibo come strumento di cura e affetto all’interno della famiglia, il grasso come corazza che protegge dal confronto-scontro col mondo esterno, la disinibizione alimentare come forma di autoaccudimento e compensazione, lo stretto legame tra emozioni e cibo, il corpo come inesorabile luogo di confronto così miseramente umano anche nel modo in cui vive la sessualità.

E riesce a fare una critica della società tristemente vittima dell’apparire ridicolizzandola dall’interno, mettendone a nudo le contraddizioni, portando alla luce le insicurezze, svelando la triste umanità che si nasconde dietro al mondo delle beauty farm, così drammaticamente di moda.

E infatti non troviamo più nulla di strano nel nascondere le nostre insicurezze dietro a strati di tonificanti, snellenti, scrubs, trattamenti viso purificanti, creme giorno-notte per tonicità e luminosità, collagene anti-occhiaie, latte idratante fluido corpo, nettoyant visage, antirughe, anti-macchie, emollienti antiaging, alghe, cetrioli, estratti di kiwi e cedro, olio di mandorla tropicale, bagni UVA e massaggi drenanti, lifting, botulino ecc..

Il riscatto della protagonista sovrappeso passa attraverso l’accettazione di sé (che però non si riduce al “grasso è bello”) e alla straordinaria agilità con cui impara a trarre vantaggio dalla sua condizione, nel corso degli eventi rocamboleschi del libro.

Ecco alcuni estratti del libro, che consiglio di leggere:

“[…] Ti sorrido ed esalto il tuo make-up, dicendoti convinta e sincera quanto ti sta bene, come ti illumina il viso e mette in risalto il colore degli occhi. Te lo dico perché ci credo, perché io per prima finisco col vedere più l’artifizio che la realtà, più la pennellata di vernice fresca che il muro screpolato sotto. Te lo dico perché sentirti vera ma brutta non ti servirà mai a nulla di buono, mentre fingerti stupenda, anche solo per un attimo, ti metterà le ali.

trattamento viso“[…] Ma una cicciona si abitua sin da piccola all’idea di accontentarsi, di scendere a compromessi, di farsi sbattere nel bagno da uomini sposati o di doversi prendere uno di quelli scartati dalle altre, di venire insomma sempre in seconda battuta. Lo sapevo benissimo sebbene fingessi di sentirmene lusingata: le porcherie che faceva con me nella toilette degli uomini, Lamberto non le avrebbe chieste né alla moglie né a un’eventuale altra amante magra e carina. Con la femmina grassa o brutta, il maschio è più libero di tirare fuori la bestia, l’istinto pecoreccio, incurante della convenzione sociale. La bella figliuola dalla pelle liscia e dalla mutandina sottile fa sentire l’uomo in posizione di inferiorità, messo alla prova, in ansia da prestazione, obbligato a comportarsi secondo il bon ton erotico. Con una come me invece si può tirar fuori tutto lo schifo, l’animalità, la perversione e il lordume. Così finisce che anche tu perdi il senso del rispetto di te, impari che sarai amata a condizione di accettare, di abbassar la testa e mostrarti accondiscendente, sottoponendoti ai diktat del piacere altrui. […] Perché la mia storia di donna grassa mi aveva inculcato nel cervello questo crudele senso di inferiorità per il quale, dovendosi continuamente scusare col mondo per tutti i suoi inestetismi, una cicciabomba come me non poteva mai arrogarsi il diritto di pretendere granchè dalla vita.

Se volete saperne di più: recensione Mangialibri.com.


Il Biofeedback funziona?

Nel 2008 l’AAPB (Association for Applied Psychophysiology and Biofeedback) ha pubblicato una rassegna di studi sperimentali “Evidence-based Practice in Biofeedback and Neurofeedback” (Yucha & Montgomery) in cui descrive l’efficacia del Biofeedback-Neurofeedback su vari disturbi basandosi sull’analisi di molti lavori scientifici. Ad ogni disturbo assegna un livello di efficacia della tecnica Biofeedback, da zero a 5, dove 5 equivale a “molto efficace”, 4 è “efficace”, 3 è “mediamente efficace”, eccetera:

Cefalee (livello 3 per i bambini; livello 4 per gli adulti)

Esiste anche un’altra metanalisi (Nestoriuc et al. 2008) secondo cui il biofeedback è un trattamento efficace e specifico per la cefalea tensiva (livello “5” di efficacia, il più elevato), ed è una opzione efficace di trattamento per l’emicrania (livello “4”).

Andrasik, F. (2007). What does the evidence show? Efficacy of behavioural treatments for recurrent headaches in adults. Neurological Sciences, 28, Suppl 2, S70-7

Ansia (livello 4)

Goodwin, E.A., & Montgomery, D.D. (2006). A cognitive-behavioral, biofeedback-assisted relaxation treatment for panic disorder with agoraphobia. Clinical Case Studies, 5(2), 112-125.

Artrite (livello 3)

Astin, J.A., Beckner, W., Soeken, K., Hochberg, M.C., & Berman, B. (2002). Psychological interventions for rheumatoid arthritis: A meta-analysis of randomized controlled trials. Arthritis and Rheumatism47(3), 291-302.

Corrado, P., Gottlieb, H., & Abdelhamid, M.H. (2003). The effect of biofeedback and relaxation training on anxiety and somatic complaints in chronic pain patients. American Journal of Pain Management13(4), 133-139.

Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) (Livello 4)

Dolore Cronico (livello 4)

Ferrari, R., Fipaldini, E., & Birbaumer, N. (2006). Individual characteristics and results of biofeedback training and operant treatment in patients with chronic pain. Psicoterapia Cognitiva e Comportamentale, 12(2), 161-179.

Ipertensione (livello 4)

Linden, W., & Moseley, J.V. (2006). The efficacy of behavioral treatments for hypertension. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 31(1), 51-63.

Insonnia (livello 3)

Morgenthaler, T., Kramer, M., Alessi, C., Friedman, L., Boehlecke, B., Brown, T., et al. (2006). Practice parameters for the psychological and behavioral treatment of insomnia: An update. An American Academy of Sleep Medicine Report. Sleep, 29(11), 1415-1419.

Morbo Reynaud (livello 4)

Karavidas, M.K., Tsai, P.S., Yucha, C., McGrady, A., & Lehrer, P.M. (2006). Thermal biofeedback for primary Raynaud’s phenomenon: A review of the literature. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 31(3), 203-216.


mal di testa biofeedback

Biofeedback e cefalea

 Il biofeedback è una tecnica comportamentale che ha dato prove scientifiche di grande efficacia nel trattamento delle cefalee. Si basa sul meccanismo del condizionamento operante e permette di apprendere come controllare alcuni indici fisiologici (tensione muscolare, temperatura cutanea periferica, frequenza cardiaca, indici vasomotori, ecc) coinvolti in vari disturbi psicofisiologici e anche nel meccanismo del mal di testa (Grazzi, 2007). Attraverso lo schermo di un computer (o tramite appositi segnali acustici) è possibile vedere in tempo reale l’andamento di questi segnali fisiologici che sono automatici e al di fuori del controllo consapevole. Con la pratica e attraverso l’apprendimento di tecniche di rilassamento, l’individuo impara a modulare questi indici fisiologici, favorendo così l’attenuazione e la scomparsa del dolore cefalalgico (Andrasik & Rime, 2006).

mal di testa biofeedback

Il biofeedback permette di ridurre significativamente e in alcuni casi eliminare la terapia farmacologia preventiva o sintomatica; è inoltre in grado di aumentare l’efficacia a medio-lungo termine delle tecniche di rilassamento  e viene spesso associato a un training di tipo cognitivo comportamentale per la gestione della risposta di stress.

I migliori candidati per questo tipo di approccio sono (Campbell et al., 2000):

  • coloro che preferiscono un approccio non-farmacologico
  • intolleranza o controindicazione per un trattamento farmacologico,
  • risposta insufficiente al trattamento farmacologico
  • gravidanza o allattamento,
  • storia di iperuso di farmaci analgesici che possono aggravare il quadro cefalalgico e ridurre l’efficacia di una terapia preventiva,
  • presenza di eventi di vita stressanti o mancanza di adeguate abilità di fronteggiare gli stress

Le forme di cefalee che rispondono meno al biofeedback training sono (Andrasik, 2007):

  • cefalea cronica (attacchi per più di 15 giorni al mese)
  • cefalea catameniale (associata al ciclo mestruale)
  • cefalee accompagnate da un abuso di farmaci (analgesici, triptani, ecc)
  • cefalee post-traumatiche
  • cefalee a grappolo

Efficacia del Biofeedback nel trattamento delle cefalee

I primi studi sull’efficacia del biofeedback nel trattamento della cefalea risalgono agli anni ’70 (Budzynski et al., 1970; Sargent et al., 1972) e si focalizzano sulla tecnica elettromiografica o di controllo della temperatura distale, ma oggi sono disponibili diversi altri approcci.

biofeedback

La ricerca degli ultimi 30 anni ha dato una estesa e incontrovertibile prova di efficacia di questa tecnica. In generale possiamo dire che il biofeedback ha un livello di efficacia medio-elevato per l’emicrania dell’adulto e per la cefalea tensiva, con effetti che rimangono stabili per un periodo medio di oltre 14 mesi dopo il trattamento.
Si è rivelato più efficace delle altre tecniche comportamentali e delle tecniche di rilassamento, efficacia che è comparabile a quella dei trattamenti farmacologici, ma senza alcun effetto collaterale. Inoltre la combinazione di una terapia farmacologia con il biofeedback aumenta l’efficacia terapeutica.

Il prestigioso US Headache Consortium (Campbell et al., 2000) ha assegnato il grado più elevato di evidenza (“A”) al biofeedback termico ed elettromiografico per il trattamento dell’emicrania,  combinato con tecniche di Rilassamento e training di tipo Cognitivo Comportamentale nella gestione dello stress.

Secondo le più recenti rassegne e metanalisi di studi scientifici (Nestoriuc et al., 2008) il biofeedback è un trattamento efficace e specifico per la cefalea tensiva (livello “5”, il più elevato), ed è una opzione efficace di trattamento per l’emicrania (livello “4”).

Anche i bambini e gli adolescenti sono ottimi candidati per questo approccio terapeutico (Hermann & Blanchard, 2002); il biofeedback elettromiografico e termocutaneo ha dato prova di efficacia nei bambini e adolescenti in numerosi studi scientifici e metanalisi (Andrasik et al., 2002).

Bibliografia

Andrasik F, Larsson B, Grazzi L (2002) Biofeedback treatment of recurrent headaches in children and adolescents. In: Guidetti V, Russell G, Sillanpaa M, Winner P (eds) Headache and migraine in childhood and adolescence. Martin Dunitz, London, pp 317–322
Andrasik F, Rime C, (2006) Biofeedback. In: Waldman SD (ed) Pain management. Elsevier, Philadelphia, PA.
Andrasik F, (2007) What does the evidence show? Efficacy of behavioural treatments for recurrent headaches in adults. Neurological Science, 28:S70-S77.
Budzynski TH, Stoyva JM, Adler CS. (1970) Feedback-induced muscle relaxation: application to tension headache. J Behav Ther Exp Psychiatry; 1:205–211.
Campbell JK, Penzien DB, Wall EM, (2000) Evidence-based guidelines for migraine headache: behavioural and physical treatments. American Academy of Neurology Web Site. Available at: http://www.aan.com/professionals/practice/pdfs/gl0089.pdf
Gauthier, J., Lacroix, R., Coté, A., Doyon, J., & Drolet, M. (1985). Biofeedback control of migraine headaches: A comparison of two approaches. Applied Psychophysiologyand Biofeedback, 10, 139–159.
Grazzi, L (2007) Behavioural treatments: rationale and overview of the most common therapeutic protocols. Neurological Science, 28:S67-S69
Jensen MP, Hakimian S, Sherlin LH, Fregni F. (2008) New insights into neuromodulatory approaches for the treatment of pain. J Pain; 9:193–199.
Hermann C, Blanchard ED, (2002) Biofeedback in the treatment of headache and other childhood pain. Applied Psychophysiology and Biofeedback, Vol. 27, No. 2, June
Mao J. (2002) Opioid-induced abnormal pain sensitivity: Implications in clinical opioid therapy. Pain.;100:213-217.
Mao J. (2006) Opioid-induced abnormal pain sensitivity. Current Pain Headache Rep.; 10:67-70
Nestoriuc Y, Martin A., Rief W., Andrasik F., (2008) Biofeedback treatment for headache disorders: a comprehensive efficacy review. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 33: 125-140.
Sargent JD, Green EE, Walters ED. (1972) The use of autogenic feedback training in a pilot study of migraine and tension headaches. Headache; 12:120–124.
Schwartz M, Andrasik F, (2003) Biofeedback: a practitioner’s guide, 3rd edn, Guilford Press, New York.
Srikiatkhachorn A, Puangniyom S, Govitrapong P. (1998) Plasticity of 5-HT serotonin receptor in patients with analgesicinduced transformed migraine. Headache.;38:534-539.
Srikiatkhachorn A, Tarasub N, Govitrapong P. (2000) Effect of chronic analgesic exposure on the central serotonin system: A possible mechanism of analgesic abuse headache. Headache.;40:343-350.
Srikiatkhachorn A, Suwattanasophon C, Ruangpattanatawee U, Phansuwan-Pujito P. (2002) Wolff Award. 5-HT2A receptor activation and nitric oxide synthesis: A possible mechanism determining migraine attacks. Headache. 2002;42:566-574.

Dott. Zucchi Stefano

Psicologo – Psicoterapeuta